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La Memoria dell'Acqua

La memoria dell'acqua fu riscoperta per caso nel 1984, mentre il dottor Jacques Benveniste lavorava sul sistema ipersensibile allergico (stimolo alla degranulazione di linfociti del sangue) portando alla luce che quest'acqua altamente diluita dava luogo ad una reazione chimica come se fossero ancora presenti le molecole della sostanza originale; quindi l'acqua manteneva una traccia delle molecole presenti all'inizio delle diluizioni.

Benveniste riuscì a trasferire specifici segnali molecolari, utilizzando un registratore ed un amplificatore: registrò i segnali emessi da una particolare sostanza biologica e li ritrasmise a un sistema biologico recettore della prima sostanza.

Questo attivò il sistema biologico come se fosse venuto a contatto con la sostanza biologica che in realtà non era presente.

L'acqua è il mediatore di informazioni negli organismi. per ogni molecola di proteine ci sono 10.000 molecole di acqua.

Quando le molecole attivano un processo biologico, il segnale non avviene per contatto, ma è trasmesso direttamente da loro nell'acqua, che svolge anche un lavoro di amplificazione del segnale e lo propaga fino al recettore.

In biologia, il concetto di “segnale molecolare” è universalmente utilizzato, ma se chiediamo ai biologi quale sia la natura "fisica" del segnale, non sanno rispondere.

Essi utilizzano un modello classico (superato dalla fisica moderna) secondo il quale il semplice contatto fra due strutture che si uniscono crea energia, stabilendo in tal modo uno scambio di informazione.

La maggior parte dei biologi segue questa teoria senza comprendere che questo modello non può più essere valido alla luce degli ultimi sviluppi della fisica.

La teoria proposta da Jacques Benveniste dimostra una trasmissione dell'informazione biologica attraverso l'acqua ed i campi elettromagnetici ed offre un fondamentale punto di spiegazione scientifica dell'omeopatia, dei fiori di Bach, di Reiki e delle medicine biocibernetiche.

Il professore Jacques Benveniste è morto Domenica 3 Ottobre 2004 a Parigi, presso l'ospedale della Pitie-Salpétrière.

Jacques Benveniste é nato a Parigi il 12 Marzo 1935. Dopo aver conseguito gli studi in medicina a Parigi ha svolto il suo lavoro presso gli Ospedali di Parigi per poi diventare presso la facoltà di medicina, Direttore di Clinica. Ben presto si è consacrato alla ricerca, sia in Francia che negli Stati Uniti. Dal 1973 è stato ricercatore presso l'INSERM dove ha diretto l'U200. Nel 1984 è stato nominato Direttore di Ricerca di prima classe.

Durante la sua lunga carriera Jaques Benveniste ha pubblicato più di 300 articoli scientifici. Grazie alla sua scoperta nel 1970 del PAF-ACETHER (Platelet Activating Factor) ha raggiunto la fama mondiale.

Il 30 giugno del 1988 il quotidiano francese "Le Monde" pubblica una notizia da prima pagina "una scoperta francese potrebbe capovolgere i fondamenti della fisica". Il quotidiano si basa su un articolo apparso nella rinomata rivista scientifica inglese “Nature”.I lavori sono stati condotti dal professore Jacques Benveniste che vanta un' impressionante carriera: Direttore di Ricerca presso un'importante unità dell'INSERM, del quale è anche membro del consiglio scientifico, egli ha scoperto una molecola maggiore implicata nel fenomeno dell'asma ed è stato uno stretto collaboratore di Jean-Pierre Chevènement, ministro della ricerca dal 1981-83. Tredici dei biologi suoi collaboratori, sia francesi che stranieri, hanno partecipato ai lavori. Essi sottoscrivono e testimoniano l'incredibile esperienza che egli pubblica con il titolo « La degranulazione dei basofili umani indotta da elevate diluizioni di un antisiero anti IGE ». In pratica il ricercatore è riuscito ad attivare una cellula sanguigna grazie ad una soluzione d'acqua contenente un anticorpo oramai completamente diluito. L'informazione biologica è stata dunque trasmessa in assenza della molecola; “L'acqua può ricordare”, traduce Jaques Benveniste.

Questa scoperta ha suscitato una controversia scientifica di grande portata. Per alcuni i risultati non erano accettabili in quanto non spiegabili. Invece di riprendere il cammino tradizionale ed allontanare questi risultati disturbanti Jaques Benveniste si è ostinato. Cambiando spesso il protocollo sperimentale, per offrire basi più solide ai suoi risultati, egli ha potuto progressivamente fornire una spiegazione ad un fenomeno che pareva di primo acchito incomprensibile.

Jaques Benveniste ha cosi concluso che a ciascuna molecola attiva corrispondeva un segnale elettromagnetico. Mano a mano che le varie diluizioni escludevano la presenza della molecola, il segnale rimaneva attivo. E' cosi che egli, nonostante le avversità, si è impegnato anno dopo anno a mettere in evidenza un fenomeno anomalo e per lo più difficile da gestire con mezzi cosi ridotti.

Gli effetti di queste alte diluizioni sono stati riprodotti sette volte in sei laboratori internazionali, indipendenti dal suo, e più di un migliaio di volte nel proprio laboratorio, avvalendosi anche di un robot per escludere l'intervento umano. Quanti esperimenti é necessario ripetere affinché un fatto scientifico sia considerato “riproducibile”?

Le controversie scientifiche hanno sempre visto gli errori, gli artefatti ed i fraintendimenti scoperti nei mesi a seguire. Ma da 15 anni niente di questo è stato dimostrato in riguardo agli esperimenti che Jaques Benveniste ha condotto.

Le ricerche hanno potuto continuare grazie all'appoggio di numerose collaborazioni scientifiche. Il sostegno del suo istituto che lo ha mantenuto in carica e nominato al momento del suo pensionamento, Ricercatore Emerito, la protezione dell'entourage dei due ultimi presidenti francesi, gli hanno permesso di proseguire le sue ricerche.

Inoltre nel 1987 i suoi collaboratori e i suoi partners più potenti si sono mobilitati in una società la SA-DigiBio permettendogli di finanziare le sue ricerche. I diritti non esclusivi di sette brevetti detenuti dalla società, di cui uno validato dal US Office of Patents riguardante la biologia herziana numerica, vale a dire le attività biologiche registrate e diffuse sotto forma di files sonori (wav) sono stati acquistati da una società nord americana.

Questa cessione è stata possibile dopo una serie di esperimenti alla cieca. Grazie a questi procedimenti un farmaco anti coagulante è stato digitalizzato a San Diego, USA. Il file ricevuto via e-mail a Clamart è stato trasmesso all'acqua che ha inibito la coagulazione cosi come l'avrebbe fatto la molecola originaria. Vedi:www.digibio.com/video.

Acqua come Solvente

L'acqua è il miglior solvente universale; essa memorizza le informazioni (ricevute da soluti con i quali entra in contatto) aggregando in forme particolari gruppi di molecole chiamate "cluster" (che hanno un proprio CEM -Campo ElettroMagnetico) e le rilascia. SOLO quando i liquidi con i quali entra in contatto fisico, ne hanno bisogno si chiama compensazione per "differenza di potenziale informatico", ed il mezzo, ovvero l'interfaccia per ottenere questo scambio e' il CEM dei due liquidi (acqua e cluster informati) - che vengono ad "incontrarsi" per contatto.

Anche ogni scambio di informazioni fra vali livelli spirituali di persone o fra varie culture, popoli ecc., avviene in quel modo. Questo "scambio" e' dovuto alla differenza di potenziale informazionale fra le parti, la vita stessa e' uno scambio informazionale continuo....

Quindi all’acqua (solvente universale in natura) e' possibile fare assimilare, codici, strutture ed informazioni attraverso la "somministrazione" di uno o piu' campi elettromagnetici contenuti per esempio in soluti, come avviene per una compact cassette dove il supporto molecolare rimane lo stesso (CrO2, Fe o FeCr), ma ne cambia il contenuto fisico-elettromagnetico informativo polarizzandone ed aggregando cluster (grappoli) di molecole (questo avviene normalmente per tutti i materiali in genere, anche se per alcuni in modo molto esiguo).

Si rammenta anche che il primo registratore (inventato) aveva come supporto di registrazione un filo metallico, non un nastro magnetico.

Lo stesso fenomeno nell’acqua avviene anche attraverso la pressione sonora, quindi con i suoni e le parole, ma anche il pensiero essendo campo elettromagnetico emesso dal corpo umano (cervello) cambia i risultati della cristallizzazione.

Interessantissimi sono gli studi di Masaru Emoto nei quali, attraverso molti esperimenti effettuati su campioni di acqua distillata raffreddata e resa cristallo di ghiaccio, ha scoperto come questa cambia in modo radicale la sua cristallizzazione in funzione delle parole pronunciate davanti ad essa. Il campo elettromagnetico trasportato dalla pressione sonora e/o irradiato dal cervello, e' in funzione anche della qualità' delle parole.

Vedi le conferme anche dagli ultimi esperimenti del chimico svizzero Louis Rey.

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